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Caldo e Umido: L'habitat ideale per le infezioni della pelle

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CALDO E UMIDO: L'HABITAT IDEALE PER LE INFEZIONI DELLA PELLE

  • 15/07/2022


Durante la stagione estiva, a causa del clima caldo-umido e della costante esposizione cutanea all’aria aperta, aumentano le infezioni della pelle, soprattutto nei bambini da 0 ai 14 anni. 


COME SI ARRIVA AD UNA DIAGNOSI?

Le lesioni della pelle di un bambino, dai graffi alle punture di insetti o alle piccole ferite, sono delle vere e proprie “porte d’ingresso” per germi, batteri e virus. Ecco perché è importante avere subito informazioni sul tipo di lesione: quando è insorta, da quanto tempo è presente, come si è modificata. A questo, bisogna annotare la presenza di alcuni sintomi quali febbre, dolore, prurito e rash cutaneo e valutare anche gli agenti di sviluppo di un’infezione, come l’assunzione di alcuni farmaci o l’esposizione alla luce solare. Solo dopo aver chiarito bene tutte le informazioni in merito, possiamo giungere ad una diagnosi precisa ed una terapia adeguata. 


QUALI SONO I TIPI DI LESIONE E DI INFEZIONE?

La cute si divide in 3 strati: EPIDERMIDE, DERMA e IPODERMA. Le lesioni cutanee, oggetto del nostro articolo, si manifestano in modo diverso a seconda dello strato di appartenenza e si definiscono, pertanto, superficiali, se riguardano l’epidermide e profonde, se interessano il derma. Le infezioni, invece, possono essere batteriche, come nel caso dell’impetigine, favorita dalla sabbia e dai giochi sulla spiaggia, o micotiche, causate dai miceti, i cosiddetti “funghi” che colpiscono tanto il cuoio capelluto quanto gli altri annessi cutanei. Infine, ci sono le verruche, in molteplici forme e aspetti, di origine virale, che attaccano soprattutto chi frequenta ambienti pubblici come saune, vasche e docce, o piscine e palestre, e che, se non curate, possono estendersi anche ad altre parti del corpo. 


ALTRI PERICOLI D’INFEZIONE ?

D’estate , purtroppo, si può incorrere anche in infezioni procurate da punture d’insetti o morsi di animali. Aldilà delle varie e temutissime zanzare, comuni un po’ ovunque, di cui però abbonda la letteratura dermatologica, sia meduse che tracine provocano un dolore bruciante e un prurito intenso, con la zona colpita che si arrossa e si gonfia. Le tracine, nascoste sotto la sabbia, se calpestate, aprono a ventaglio i loro aculei, che entrando in contatto con la nostra pelle, la irritano per alcune ore, con un forte arrossamento e un pronunciato gonfiore della parte in cui il pesce ha iniettato il suo veleno. Le meduse, invece, dalla stretta morsa, danno origine a bolle e vesciche, che estese e molto rosse, provocano un senso di calore e una forte infiammazione.


COSA FARE?

Dopo una puntura di medusa occorre disinfettare la pelle con acqua di mare e bicarbonato di sodio e poi medicarla con un gel a base di cloruro alluminio, in caso di puntura di tracine, invece, bisogna subito mettere il piede sotto la sabbia calda o in acqua bollente. La tossina liberata dagli aculei, essendo termosensibile, con il calore è destinata a morire. Ma non è soltanto il mare ad essere un “pericolo” d’infezione, anche una passeggiata in montagna può diventarlo, e lì bisogna fare molta attenzione alle vipere. Indossiamo scarpe alte, per non lasciare i piedi scoperti, ed armiamoci di un bastone con cui camminare, i rettili hanno paura del rumore! Anche i pantaloni dovrebbero essere piuttosto lunghi e la pelle restare il più possibile coperta. Le vipere morsicano solo quando si sentono attaccate e, in questo caso, bisogna subito fasciare la zona al disopra del morso e comprimerla, fino al più vicino pronto soccorso. Come disse Benjamin Franklin “Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa”


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